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Finanziamenti Inpdap: le condizioni e requisiti per poter poter fruire dei prestiti

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Se la situazione creditizia nel nostro Paese sembra in fase di deciso miglioramento, va anche ricordato come sussistano criticità che pesano non poco su determinate categorie.
In particolare l’accesso al credito continua ad essere una chimera per alcune categorie del tutto particolari, a partire da chi non ha un posto fisso, ovvero un contratto a tempo indeterminato, o non può può produrre adeguate garanzie a supporto di una eventuale richiesta.

Un problema che rischia di far deragliare l’economia

La preoccupazione con cui da più parti si guarda alla situazione del credito nel nostro Paese deriva anche dalla percezione dei rischi che essa va a riverberare sull’economia. In un momento in cui cresce la povertà assoluta in Italia, sono sempre di più le famiglie che vedono avvicinarsi il vero e proprio stato di crisi delle finanze familiari. Un trend innescato dalle politiche di austerity decise dal governo per cercare di abbattere la montagna del debito pubblico, che però ha avuto l’effetto di deprimere i consumi. Soltanto un allargamento delle maglie da parte del sistema creditizio potrebbe mutare un andamento sempre più preoccupante. Nella realtà, però, la direzione intrapresa da banche e finanziarie è esattamente opposta.

La necessità di trovare alternative

In un quadro così problematico, sono molti i nostri connazionali alla ricerca di alternative al sistema creditizio tradizionale. Ad esempio sono molti coloro che si rivolgono al social lending, ovvero il prestito tra privati. Una pratica sempre più vitale anche in Italia, grazie alle piattaforme online, grazie alla quale è possibile spuntare finanziamenti a tassi molto interessanti, proprio per il disboscamento della burocrazia derivante dall’utilizzo del mezzo telematico. Non c’è però solo il social lending, soprattutto se si è un dipendente o un pensionato pubblico.

I prestiti Inpdap

Per dipendenti e pensionati pubblici, infatti, anche l’Inpdap (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica) ha provveduto a mettere in campo un’offerta di finanziamenti a tassi agevolati per i lavoratori, pensionati e famiglie. L’erogazione può essere concessa sia da parte dell’istituto che da banche e società finanziarie convenzionate e si rivela spesso estremamente conveniente. A renderla tale sono in particolare i tassi d’interesse, più contenuti rispetto a quelli offerti dal mercato.

La sicurezza dei prestiti Inpdap

Altra caratteristica che viene spesso messa in evidenza dagli addetti ai lavori, è l’assoluta sicurezza offerta dai prestiti Inpdap. In effetti è da rilevare come il quadro di riferimento offerto dalle norme contrattuali rimanga tale lungo tutto l’arco temporale del finanziamento. Una peculiarità non da poco, considerato come spesso i prestiti e i mutui siano oggetto di rimaneggiamento da parte dell’ente erogante.

Qual è la proposta di Inpdap

Come è noto, l’Inpdap è stato sciolto nel 2011, nell’ambito del decreto Salva Italia, con il quale è stato riorganizzato e razionalizzato il settore previdenziale. Confluito nel cosiddetto super Inps insieme all’Enpals, non ha però smesso le sue funzioni, in particolare quella creditizia.
Il paniere di prodotti offerti dall’ente, comprende piccoli prestiti, finanziamenti pluriennali diretti e garantiti, e prestiti convenzionati.

I requisiti per poter accedere ai prestiti Inpdap

La condizione assolutamente essenziale per chi intenda poter fruire dei prestiti è l’iscrizione al fondo di credito. Si tratta di un fondo alimentato dalla contribuzione obbligatoria degli iscritti alla gestione dipendenti pubblici e da quella volontaria di pensionati, lavoratori e pensionati pubblici iscritti ad altri enti o istituti aderenti allo stesso.
Una volta che sia stata effettuata l’iscrizione al fondo si matura il diritto a una serie di prerogative:

  • gli iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici e i pensionati pubblici di altre amministrazioni hanno la facoltà di godere di tutte le prestazioni creditizie erogate dall’ente, siano esse dirette o in convenzione;
  • i pensionati della gestione dipendenti pubblici, a loro volta, hanno la facoltà di accedere alle prestazioni creditizie direttamente erogate dall’Istituto (ovvero il piccolo prestito, il finanziamento pluriennale diretto e il mutuo ipotecario).

Finanziamenti Inpdap: le condizioni

Un capitolo a parte è quello spettante alle condizioni che caratterizzano i finanziamenti erogati da Inpdap, le quali mutano di anno in anno. In particolare, per i mutui, occorre ricordare che:
1) in caso di acquisto o costruzione della prima casa, da adibire a residenza del richiedente la somma che può essere richiesta non può eccedere i 300mila euro;
2) per i lavori di manutenzione ordinaria e/o straordinaria non si può richiedere una somma tale da eccedere il 40% del valore dell’immobile, e comunque tale da oltrepassare i 150mila euro;
3) nella eventualità di acquisto o costruzione di box auto/posto auto, il limite di importo richiedibile è pari a 75mila euro.
Va anche ricordato come con le nuove condizioni la rata da pagare sia semestrale, non più mensile come invece avveniva in precedenza. Mentre per quanto concerne le durate ammesse, esse sono 10, 15, 20, 25 o 30 anni. Chi però ha già compiuto 65 anni alla stipula del contratto, non può andare oltre i 15 anni.

Mutui Inpdap: i tassi di interesse

Naturalmente è molto importante anche andare a visionare con estrema attenzione il capitolo spettante ai tassi di interesse. In tal senso, le ultime condizioni decise dall’ente pongono a quota 2,95% il tasso per chi opti a favore del fisso. Mentre chi decide di adottare il variabile, si vedrà applicare un tasso che sarà pari al valore dell’Euribor a 6 mesi, maggiorato del 2%. Ricordiamo a questo punto che la rilevazione dell’Euribor avviene il 30 giugno o il 31 dicembre del semestre precedente.

Chi può accedere al mutuo Inpdap

Per poter accedere al mutuo Inpdap occorre essere dipendenti pubblici in attività di servizio con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, oppure pensionati iscritti alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali. Va anche precisato che il richiedente o i componenti del suo nucleo familiare non devono risultare proprietari di altra abitazione lungo tutto il territorio nazionale, con le seguenti eccezioni:
1) la proprietà di quote;
2) l’assegnazione dell’immobile al coniuge separato;
3) ove si tratti di un iscritto che abbia l’intenzione di andare a costituire un proprio nucleo familiare, del tutto distinto da quello dei genitori;
4) che l’immobile da acquistare sia ubicato a non meno di 150 chilometri da un’altro eventuale immobile di proprietà, in caso di disponibilità finanziarie residue.