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Prestiti Inpdap con cessione del quinto dello stipendio

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Sei un dipendente pubblico o pensionato che percepisci una busta paga mensile o un cedolino della pensione? Bene, allora se necessiti di un capitale finanziario per realizzare un progetto o per finanziare una spesa di acquisto o hai semplicemente bisogno di liquidità, Inps Inpdap ha pensato a te: sottoscrivi un contratto di cessione del quinto.

E’ semplice, basta compilare la domanda di richiesta del prestito con cessione del quinto ed inviare il modulo per via telematica alla sede dell’Inps più vicina e competente in materia di valutazione del merito creditizio; oppure, in alternativa, puoi rivolgerti ad una delle Banche o Società finanziarie convenzionate con Inps Inpdap o trasmettere la domanda tramite l’amministrazione statale e/o locale presso la quale sei impiegato ed assunto regolarmente. Vediamo in dettaglio, in questa guida, quale fonte normativa regola il contratto di cessione del quinto sullo stipendio, la modalità di funzionalità della cessione, i destinatari della prestazione creditizia, i requisiti, le garanzie richieste, le tipologie di prestito sottoscrivibili, le condizioni economiche e le finalità realizzabili. Procediamo con ordine e buona lettura!

Prestito con cessione del quinto sullo stipendio: fonti normative

Il corpus normativo di riferimento per la disciplina ed il funzionamento della cessione del quinto sullo stipendio sono ascrivibili alla norma dell’articolo 1260 del Codice Civile (che attribuisce espressamente a chi vanta un credito la facoltà  di cederlo a terzi a titolo oneroso o gratuito) e dal DPR numero 180 del 5 gennaio 1950 e dal regolamento attuativo DPR numero 895 del 28 luglio 1950.

La materia è regolata dal D.P.R. 180/1950 (regolamentazione di sequestro, pignoramento e cessione di stipendi, salari e pensioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni) e dal relativo regolamento di esecuzione D.P.R. 895/1950. E’ stata regolamentata quella specifica forma di finanziamento che consente al dipendente che abbia ricevuto un finanziamento di restituire il proprio debito cedendo i suoi diritti su una quota del proprio stipendio maturato fino alla concorrenza del debito complessivamente contratto (c.d. montante lordo), importo comprensivo di capitale erogato, interessi, spese e commissioni.

Modalità di funzionamento

Con l’istituto denominato “Cessione del Quinto dello Stipendio” si permette ad un lavoratore dipendente di ottenere un finanziamento che verrà restituito con rate costanti non dal percettore ma dal suo datore di lavoro, il quale provvederà mese per mese a versare direttamente alla società finanziaria la quota fissa concordata della retribuzione fino all’ estinzione del debito.  Tale rata di restituzione (che non può eccedere il quinto della retribuzione netta pensionabile goduta all’atto della cessione) verrà versata dal datore di lavoro direttamente alla società finanziaria. Prima però, è necessario che il contratto di cessione stipulato tra lavoratore e finanziaria sia notificato o accettato dal datore di lavoro ai sensi degli artt. 1264 e 1265 del codice civile.

Nello schema di funzionamento, vi è un lavoratore dipendente cedente che, a fronte del finanziamento contratto con l’ente creditore, si impegna formalmente a cedere a quest’ultimo parte della propria retribuzione. Il datore di lavoro, a fronte della notificazione o dell’accettazione dell’atto di cessione, è obbligato a corrispondere la quota dello stipendio pattuita direttamente alla società finanziaria fino alla concorrenza del debito, mentre la parte rimanente continuerà a versarla al lavoratore.

La soluzione di prestito garantito

Si parla di Prestito garantito, in quanto la cessione del quinto sullo stipendio è possibile sottoscriverla solo se il dipendente pubblico (statale e/o locale) percepisce una busta paga mensile e se ha maturato ed accantonato il TFR, a fronte dell’obbligazione contratta. In pratica , in questo schema di prestito con cessione del quinto, occorre rilasciare il TFR come forma di garanzia in quanto, ai sensi dell’art. 1, comma 5, D.P.R. n. 180/1950, i prestiti devono avere la garanzia dell’assicurazione sulla vita che assicuri il recupero del credito residuo in caso di decesso del lavoratore o la garanzia del TFR per l’eventuale interruzione del rapporto di lavoro precedente all’estinzione dell’intero debito.

Se il rapporto di lavoro cessa, il datore di lavoro interrompe i pagamenti alla Società Finanziaria per il venir meno della qualità di debitore nei confronti del lavoratore. Per questa ragione, i contratti di finanziamento con cessione del quinto prevedono l’estensione della cessione ad altri crediti che lo stesso lavoratore vanta in occasione della cessazione del rapporto di lavoro, ossia:

  • il TFR, nel senso che il datore di lavoro versa il TFR che deve al lavoratore alla Società Finanziaria fino a copertura dell’intero debito;
  • le somme ricevute da enti pensionistici, tra queste anche le prestazioni dei Fondi Pensione.

Prestito Inpdap con cessione del quinto: requisiti e destinatari della prestazione

Ai sensi dell’articolo 2 del Regolamento sui Prestiti Inps Inpdap, i soggetti destinatari della prestazione creditizia erogata dall’Ente di Previdenza devono essere in possesso dei seguenti requisiti quali:

  • essere titolari di un contratto di lavoro del pubblico impiego (a tempo indeterminato e/o a tempo determinato con durata minima di 36 mensilità),
  • essere iscritti alla Gestione Unitaria della Prestazione sociale e/o creditizia,
  • avere maturato almeno quattro anni di servizio nel pubblico impiego,
  • essere titolari una busta paga o pensione a carattere continuativo.

Piccoli Prestiti Inpdap con cessione del quinto per dipendenti: caratteristiche

I Piccoli Prestiti Inpdap con cessione del quinto rappresentano una prima categoria di prestiti non finalizzati dato che l’ente creditore non richiede la motivazione e la finalità alla base della quale viene richiesto un capitale finanziario. Questa tipologia di credito viene erogata a partire da un capitale finanziario di 4.800 euro a fronte del rilascio del TFR a titolo di garanzia dell’obbligazione contratta dal dipendente/cedente della busta paga mensile.

Per richiedere tale forma di prestito, occorre presentare la domanda con documento di identità in corso di validità, documento reddituale e rilasciare i contatti personali per ricevere le comunicazioni sull’esito dell’istruttoria. Per quanto concerne a durata è possibile estinguere tali prestiti in 12, 24, 36 o 48 mensilità, venendosi applicate le seguenti condizioni economiche: il tasso di interesse nominale annuo del 4,25%, la ritenuta dello 0,50% per spese di amministrazione e quella relativa al contributo del fondo rischi, secondo le misure percentuali previste,dalla tabella pubblicata sul regolamento.

Prestiti Pluriennali quinquennali Inpdap con cessione del quinto: caratteristiche

I Prestiti Pluriennali 60 mensilità o Prestiti quinquennali Inpdap, sono una forma di Prestito di medio-lungo termine, un prestito garantito e finalizzato dato che per richiedere tale forma di credito, occorre presentare la domanda di richiesta prestito con allegata la documentazione anagrafica, reddituale, oltre al certificato medico di sana costituzione e la documentazione autocertificativa.

Infatti, per richiedere questa forma di Prestito con piano di ammortamento 5 anni, occorre presentare la documentazione attestante le spese da sostenere per le calamità naturali (alluvione, terremoto, etc.), per rapina, furto ed incendio, per eseguire lavori condominiali, per manutenzione ordinaria, per acquistare autovettura, per sostenere le spese di formazione dei figli o del coniuge, per sostenere le spese di matrimonio o per una patologia. Per quanto concerne le condizioni economiche applicate a questa forma di prestiti con durata quinquennale, il Regolamento prevede: applicazione di un tasso di interesse nominale annuo del 3,50%, la ritenuta dello 0,50% per spese di amministrazione e quella relativa al contributo del fondo rischi.

Prestiti Pluriennali decennali Inpdap con cessione del quinto: caratteristiche

I Prestiti Pluriennali 120 mensilità o Prestiti decennali Inpdap, sono una forma di Prestito di medio-lungo termine, un prestito garantito e finalizzato dato che per richiedere tale forma di credito, occorre presentare la domanda di richiesta prestito con allegata la documentazione anagrafica, reddituale, oltre al certificato medico di sana costituzione e la documentazione autocertificativa.

Infatti, per richiedere questa forma di Prestito con piano di ammortamento 10 anni, occorre presentare la documentazione attestante le spese da sostenere per l’acquisto o la costruzione di una casa ad uso residenziale, anche da cooperativa, per manutenzione straordinaria, per estinzione anticipata o riduzione delle rate del mutuo ipotecario, per riscattare alloggio casa popolare, per malattie gravi o per altri casi eccezionali non rientranti nelle casistiche riportate. Per quanto concerne le condizioni economiche applicate a questa forma di prestiti con durata quinquennale, il Regolamento prevede: applicazione di un tasso di interesse nominale annuo del 3,50%, la ritenuta dello 0,50% per spese di amministrazione e quella relativa al contributo del fondo rischi.