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Prestiti Inpdap figli dipendenti

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La situazione del mercato creditizio italiano è ancora abbastanza complicata. Se da un lato va ricordata l’incidenza della crisi sui piani di rientro già sottoscritti, tale da costringere molti utenti a sospendere i pagamenti delle rate concordate in sede contrattuale, dall’altro va messo in rilievo come le politiche di austerity abbiano prosciugato le economie familiari, provocando una notevole crisi di liquidità. Un problema che non è stato risolto neanche dal Quantitative Easing della BCE, in quanto le risorse prestate dalla banca centrale non sono andate all’economia reale, bensì a finanziare l’acquisto di titoli di stato da parte delle banche.

La rivoluzione nel mondo del lavoro

A questi problemi strutturali va poi ad aggiungersi la rivoluzione in atto ormai da tempo nel mondo del lavoro, con il posto fisso praticamente destinato a spirare in un arco temporale che gli analisti fissano a circa dieci anni. Si tratta del risultato più vistoso del dettato del Jobs Act, la riforma del lavoro imposta dal governo Renzi che ha in pratica eliminato l’articolo 18 e aperto la strada ai licenziamenti per motivi economici. Il Jobs Act è soltanto l’ultimo atto di un percorso legislativo che a partire dagli anni ’90 ha introdotto una flessibilità sempre più pronunciata nel mercato del lavoro del nostro Paese, di cui ha dovuto tenere atto anche il mondo creditizio.

Anche l’INPS eroga prestiti

La situazione del credito ha però avuto anche una conseguenza di non poco conto, ovvero la ricerca da parte degli utenti di nuove fonti di finanziamento, con le quali ovviare alla stretta messa in campo dal settore bancario.

Tra i soggetti che sono stati individuati in alternativa da un’utenza sempre più consapevole della difficoltà a reperire credito, c’è anche l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS).

L’ente, infatti, proprio allo scopo di soddisfare le esigenze individuali economiche dei dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione, ha provveduto a predisporre un paniere di prodotti tra i quali spiccano forme di prestito personale a tassi d’interesse vantaggiosi. Prodotti che possono arrivare ad  importi finanziari abbastanza elevati, rivolti ad esempio all’acquisto o alla ristrutturazione di abitazioni con piani di ammortamento sino a 30 anni.

I prestiti INPS possono essere estesi anche ai familiari

Va a questo punto specificato come i prestiti erogati dall’Inpdap possano essere utilizzati anche dai familiari dei dipendenti o ex tali della pubblica amministrazione, ormai andati in pensione. Una possibilità da non sottovalutare assolutamente, soprattutto in considerazione del fatto che i beneficiari possono usufruire di finanziamenti a tassi d’interesse agevolato. Inoltre l’ente offre soluzioni anche a coloro che fanno parte di categorie problematiche, come i protestati e i cattivi pagatori, iscritti al Crif o agli altri database di questo genere. Un paniere di proposte che possono quindi offrire una via alternativa anche a chi non riesce a trovare ascolto presso il tradizionale circuito creditizio, magari non essendo in grado di presentare le garanzie necessarie.

I prestiti pluriennali INPS per l’acquisto della casa destinata al figlio

In particolare, va ricordato come a partire dall’ottobre del 2011 l’INPS abbia introdotto la possibilità per dipendenti e pensionati pubblici di ottenere prestiti pluriennali rivolti all’acquisto di una casa destinata a diventare la residenza di un figlio maggiorenne che intenda dare vita ad un proprio nucleo familiare.

I prestiti richiesti per l’acquisto o la costruzione della casa di residenza del figlio possono attestarsi ad un importo massimo finanziabile di 150 mila euro, con un piano di rientro fissato a dieci anni. L’ammortamento è a rate mensili di importo costante, con il tasso di interesse pari al 3,50%.

Oltre al tasso di interesse l’importo lordo della prestazione prevede l’applicazione di un’aliquota per le spese di amministrazione pari allo 0,50% e un premio a favore del fondo rischi INPS, che viene definita sulla base dell’età del richiedente e della durata del finanziamento.

La rata mensile, a sua volta, non può andare ad eccedere la quinta parte dello stipendio o della pensione del richiedente al netto delle tasse e la restituzione del finanziamento ha inizio a partire dal secondo mese successivo a quello in cui il prestito è stato concesso.

I requisiti per poter accedere ai prestiti INPS riservati ai figli

Naturalmente per poter accedere a questa preziosa opportunità, è necessario il rispetto di una serie di requisiti.

Essi, in particolare, possono essere concessi soltanto a chi sia iscritto al Fondo credito dell’INPS e vanti non meno di un quadriennio di anzianità lavorativa, con relativi versamenti a fini pensionistici.

Trattandosi di prestiti finalizzati, possono essere concessi soltanto nel caso vengano comprovate e documentate le necessità personali o familiari del richiedente, le quali devono però rientrare nella casistica stabilita dal Regolamento Prestiti Inps. L’acquisto della prima casa a favore di un figlio maggiorenne fa senz’altro parte di questa casistica.
Ove poi a richiedere il finanziamento sia un dipendente in attività di servizio, è necessario produrre anche un contratto di lavoro a tempo indeterminato.